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Ponza Isola. (Lazio) Nov 29

Immagine di  tittimi

E’ parte integrante della provincia di latina. Il comune conta 3307 abitanti circa, e di questo fanno parte, non solo l’isola che porta il medesimo nome del comune, ma a anche Palmarola, Gavi, Zannone. Queste compongono l’arcipelago delle isole Pontine. L’isola è meta ambita nei mesi estivi, e i turisti per la maggiore provengono dal Lazio o dalla Campania. Di rara bellezza è la spiaggia conosciuta come Chiaia di Luna. Forse fra le più famose spiagge dell’isola è esposta ad occidente e protetta dai venti che provengono da nord. La cosa che la rende unica è il fatto che sia raggiungibile tramite imbarcazione, e oltretutto percorrendo un tunnel d’epoca romana. La spiaggia è stata chiusa dal comune a causa di alcune pericolose frane verificatesi, ma tutti ci auguriamo che presto possa essere ancora visitabile. Un tempo fu porto greco, e di questo passato il fondale mantiene ricordo. Non è raro rinvenire frammenti d’anfora risalenti al periodo. Unica spiaggia, facilmente raggiungibile dal porto è Frontone. La concorrenza fra gli operatori che garantiscono il servizio, ha permesso che i prezzi si abbassassero notevolmente, tanto che oggi oscillano intorno ai 4 euro. Non mancano ristoranti, bar, locali notturni e alberghi e b&b dove soggiornare. Isola di grande fascino, negli ultimi decenni è divenuta icona di turismo, divertimento e relax.

Claudia Zedda

Lazio Nov 29

Immagine di Luigi Versaggi

Parliamo di una regione tanto vasta e tanto varia da consentire qualsiasi genere di vacanza, che vada incontro ad ogni necessità e ad ogni capriccio. E quindi il nostro viaggio in Lazio lo si potrà votare ad un turismo culturale, ad un turismo enogastronomico, alla scoperta dei un territorio ricco di sorprese e alla riscoperta delle meravigliose notti estive laziali. Ma certamente la regione è mare così come è mito. Fra le più belle spiagge, attrezzate a soddisfare ogni desiderio, vive di vita e movimento, dovremmo assolutamente citare il promontorio del monte Circeo, presso San Felice Circeo. Un piacevole mix fra spiaggia, scoglie e strutture balneari che renderanno più confortevole il vostro soggiorno. Costa feconda di mito e leggenda, fu teatro dell’incontro fra Circe maliarda, e Ulisse ammaliato. Lido d’incontri amorosi dunque, tanto che la leggenda racconta di chi, spinto dalla disperazione a causa del perduto amore, pregasse la maliarda di consentire un nuovo ritrovarsi, a patto che, esaudito il desiderio, il fortunato ritornasse cospargendo di 100 petali di rose, quel mare miracoloso.

Indimenticabile la spiaggia di Gaeta incontro di sabbia e scogli, meta di una buona fetta del turismo Laziale. L’ultima e più riservata spiaggia del litorale, da qualche anno è riservata a nudisti e praticanti del naturismo. Pare che nel suo mitico viaggio, pure Enea fosse giunto sulla costa, che secondo Virgilio prese il nome da Caieta, nutrice dell’eroe, che qui venne seppellita. In Gaeta avremmo modo di osservare l’affascinante santuario della SS. Trinità o della Montagna spaccata. Fondato nell’ XI secolo, presenta una scalinata di 33 gradini che scendono appunto entro la spaccatura del promontorio. Questa sarebbe stata causata dal terremoto avvenuto alla morte di Cristo. Alla fine della scalinata l’impronta, sovra una roccia di una mano. Si dice appartenuta ad un turco, non certo dell’origine della fessura nella roccia. Si appoggiò con scetticismo sulla roccia, e la sentì precipitare, a mo di ammonimento di fede.

Ancora da ricordare Sabaudia. Il litorale è sabbioso, e privo di scogli, si trova nei pressi di Latina e il mito che si lega alla località è certo più recente. Il centro fu evidentemente dedicato dal regime fascista, alla famiglia dei Savoia. Vanto quello d’aver eretto la città in soli 253 giorni di lavoro. Famosissimo divenne allora lo stabilimento balneare di Ostia, situato la dove nacque poi il Lido e il Marechiaro. Se ne conserva oggi solo il ricordo. La struttura fu distrutta nel 1943, bombardata dai tedeschi in fuga.

Non ultima per ampiezza e fascino, la spiaggia di Terracina. In latina, sabbiosa anch’essa.

Solo un assaggio minuto questo, del divertimento che una vacanza in Lazio vi può offrire, terra di forti emozioni, di forti sapori e di indimenticabili leggende.

Claudia Zedda

Capraia. (Toscana) Nov 27

Terza per dimensione, è uno dei più brillanti gioielli dell’arcipelago toscano. Segue per dimensioni l’Elba e il Giglio. Ha una superficie di 20 kmq e uno sviluppo costiero di 30 km. Il fascino selvaggio dell’isola è garantito dalla sua origine vulcanica. E’ forata da una buona quantità notevole di grotte ed insenature e le coste sono frastagliatissime. Se a ovest sono presenti delle montagne il cui picco maggiore è di 445 m, il faro dell’isola si trova a Punta Ferraione. Unica spiaggia dell’isola è quella di Cala Martola, ma di rara bellezza e praticabili sono pure Cala del Zurletto, Cala Ceppo, e Cala rossa. Battuta da fortissimi venti d’inverno, rinfrescata dal maestrale d’estate è isola frequentata assiduamente nei mesi estivi per quel sapore di selvaggio e di incontaminato che ancora custodisce. Da la possibilità di praticare trekking naturalistico, che consentirà una approfondita conoscenza dell’insolita isola. Gli itinerari si snodano lungo le antiche mulattiere, che spesso si affacciano sulle coste a picco sul mare. Molte le calette raggiungibili solamente con una imbarcazione. Colpisce infine la presenza di un laghetto di acqua dolce, meta privilegiata di uccelli migratori.

Curiosità: Anticamente chiamata Aegylon dai greci e Capraria dai romani, il suo nome deriverebbe dalla presenza di capre selvatiche nell’isola, ma secondo un’altra ipotesi il toponimo deriverebbe da un tema mediterraneo karpa, con il significato di roccia.

Claudia Zedda

Immagine di capitan bonaccia

Isola del Giglio Nov 27

Immagine di Bunshee

L’isola fa parte dell’arcipelago toscano. Possiede un perimetro costiero di 27 Km in prevalenza rocciosi. Poche eppure spettacolari le spiagge, fra le quali ricordiamo quella del Campese, Arenella, Cannelle e Caldane. L’antica vegetazione, composta da macchia mediterranea, lecci, sughere, erica, corbezzoli, caprifoglio, strappa brache, robbia, ciclamini, sta lentamente ricomparendo, dopo il quasi totale abbandono dell’agricoltura a favore del turismo. Non mancano pini domestici e marittimi. Estremamente variegata anche la fauna che vive sull’isola, può contare fra le specie il coniglio selvatico, il topo selvatico e muflone (importato di recente). Non mancano i pippistrelli, la poiana, il gheppio, il falco pellegrino, il gabbiano corso, quello reale, e ancora la civetta, il piccione selvatico e molti altri ancora. La fauna ittica è quella tipica del mar Tirreno. Non sarà dunque improbabile incontrare qualche cernia, dentici, saraghi, ricciole e labridi.

Sarà possibile compiere immersioni per la maggiore poco impegnative, che si adattano pure ai principianti, che consentiranno d’osservare dei fondali di eccezionale bellezza e varietà. Da visitare la Rocca Aldobrandesca, le mura di Giglio Castello di origine medievale, che circondano interamente il borgo di Giglio Castello. Affascinanti le torri Costiere del Saraceno, del Campese, del Lazzaretto. Non mancheranno i siti archeologici fra cui citeremo le Rovine romane di Giglio Porto.

Fra gli eventi da segnalare ricorderemo quello del 10 di Agosto, data nella quale si festeggia San lorenzo con colorati spettacoli pirotecnici, balli e il Palio Marinaro, processione marina facente parte della radicata tradizione dell’isola. Il 16 di Agosto si festeggia il patrono di Giglio Campese con concerti, spettacoli e festeggiamenti in piazza. Infine il 15 di Settembre si celebra il santo patrono di Giglio Castello. San Massimiliano. I festeggiamenti consisteranno in una tradizionale processione, e nel palio degli Asini e quadriglia.

Claudia Zedda

L’isola d’Elba. (Toscana) Nov 27

Immagine di Laura _ C

L’isola d’Elba fa parte, con le altre isole che compongono l’arcipelago toscano, del Parco Nazionale dell’Arcipelago. Dista dalla

costa 10 km, e per dimensioni è la terza isola italiana. Un tempo connessione fra la Corsica e la penisola, fu la storica dimora del breve esilio di Napoleone Bonaparte. Il turismo è la fonte principale di ricchezza dell’isola, se pensiamo che con il sopraggiungere della bella stagione, la popolazione si triplica. Meravigliose coste che garantiscono la possibilità d’immersioni, il cui grado di difficoltà varia. Alcune sono accessibili ai principianti, altre risultano essere più impegnative. Da visitare il Relitto di Pomonte, vicino allo scoglio dell’Ogliera è placidamente adagiato ad una profondità di soli 10 metri, su un fondale sabbioso. Immersioni più impegnative quelle di Capo Stella, delle Formiche della Zanca, i Picchi di Pablo, e lo Scoglietto di Portoferraio. Una miriade di spiagge rende indimenticabili le coste dell’isola. Fra queste, da ricordare quella di Acquaviva, Marciana Marina, Procchio , la cui sabbia è preziosamente sabbia fine come nel caso della Biodola , Scaglieri, spiaggia sabbiosa, l’Enfola composta di sabbia e ghiaia, Sansone, Capo bianco, risplende di ghiaia bianca, la Padulella e le Ghiaie , Schiopparello, Bagnaia e Nisporto. Questo per quanto riguarda la costa nord. Nella costa sud troveremo Margidore, Lacona, Laconella, Lido di Capoliveri, Cavoli, Fetovaia, Marina di Campo, lunga quasi 2 km, Pomonte. Poche le spiagge della costa Ovest ed Est. Ricordiamo Cavo, Rio marina, Ortano, Reale, Barbarossa, Naregno. Il divertimento notturno è garantito per qualsiasi età. Non mancano infatti una copiosa quantità di ristoranti e locali, che ospitano l’inizio della serata dei turisti, che immancabilmente si conclude in una delle divertentissime discoteche dell’isola.

Claudia Zedda

Versilia. (Toscana) Nov 25

       Immagine di pasma

La zona, in epoca romana, era nota con il nome di Fosse Papariane, un lembo di terra paludoso che si estendeva da Pisa a Massa. Ma si tratta di un passato oramai dimenticato. La Versilia è oggi turismo, relax, shopping, avventura e senza dubbio Carnevale. Quello di Viareggio è diventato oramai un’attrazione che richiama turisti da ogni dove. Fu la terra che ospitò gli ultimi giorni del sommo poeta D’Annunzio, il quale fece edificare una villa imponente nei pressi di Pietrasanta. Il litorale è costituito da territorio sabbioso e basso. Si estende da Torre del lago, fino a raggiungere il Golfo dei Poeti. Nei colori la spiaggia è molto chiara e spesso attrezzata, ma in alcune circostanze si possono trovare delle zone libere. Se torre del lago ospita un turismo frendly, Viareggio è certo meta preferenziale delle famiglie e la zona di Camaiore e Forte dei Marmi è dimora di un turismo che potremmo definire maggiormente ricercato. Da visitare i Bagni della mitica Versilia, risalenti agli anni sessanta, che sopravvivono ancora oggi. Non dubitate che avrete modo di praticare i più variegati sport. Sono praticabili tutti quelli da spiaggia tra cui la vela, ma non mancano i centri di tennis e di golf.

Claudia Zedda

Costa degli Etruschi. (Toscana) Nov 25

       Immagine di matteo.moro

La costa in questione acquista il proprio nome vista la insolita quantità di necropoli etrusche che nei dintorni in un passato remoto, vennero costruite. Si trovano soprattutto tra il Golfo di Baratti e Populonia. Buona parte del litorale è organizzato in Parchi e aree protette, oasi naturalistiche e rifugi faunistici. Interessanti l’Oasi WWF, facente parte del Parco della Magona, il Parco delle Colline livornesi, e l’oasi di Orti-Bottagone. D’epoca etrusco-romana le terme di Venturina, dotate di una sorgente naturale dove l’acqua raggiunge i 36°. Vi è la possibilità di praticare una buona quantità di sport tra i quali ricorderemo chiaramente quelli marini (pesca subacquea, immersioni, vela e windsurf), ciclismo e non mancano nemmeno i sentieri da percorrere a piedi o a cavallo. La costa è prevalentemente sabbiosa e bassa, il colore è generalmente dorato nel tratto fra Rosignano Solvay fino a nord e il Golfo di Baratti a sud, ma non si dovranno dimenticare le incantevoli e suggestive spiagge Bianche, il cui colore insolito è dovuto ad anni di lavorazione dell’industria del bicarbonato che ha sede proprio in Rosignano Solvay.

Claudia Zedda

Maremma. (Toscana) Nov 25

Palude in un tempo remotissimo, terra dannata e maledetta, covo della temutissima malaria, oggi la Maremma, pur conservando gelosamente la propria storia e le proprie tradizioni, è ben altro. E’ costa impreziosita da dolcissime spiagge, alcune libere, altre più esclusive, meta estiva dei vip che hanno trovato in Maremma un confortevole habitat. Ciò che maggiormente sorprende in verità è l’incontro di un meraviglioso mare e di un affascinante e selvaggio entroterra, fatto di terre aspre, di fitte pinete, di pastori che custodiscono le proprie mandrie, detti butteri, vestiti del loro caratteristico spolverino di tela grezza. Offre dunque, quel vasto territorio, una variegata tipologia di vacanze e un viaggio in Maremma indica una piena e totale immersione in una terra tutta da scoprire. Fra le più belle spiagge non possiamo non ricordare Cala Bagno delle Donne, in località Talamone (Grosseto). Alla caletta si può accedere solo tramite una stretta stradina, percorsa la quale la spiaggia appare di candida ghiaia e ripida scogliera. Il mare è punteggiato da scogli che affiorano qua e là, movimentando un panorama placido. Il fondale si presta a interessanti immersioni, vista la variegata fauna marina. Cala Violina, in località Follonica (Grosseto) non distante dalla bella Cala Martina è nota soprattutto per il particolare che le diede nome. Il rumore della sabbia quando viene calpestata. Carbonifera, in località Follonica (Grosseto), è caratterizzata da una scogliera di circa trenta metri dalla riva, dove il mare è decisamente basso. La scogliera pare sia l’antico tracciato della strada romana nota con il nome di Consolare Aurelia. Vi consiglio di visitare la spiaggia muniti di maschere e pinne dato che lo spettacolo che il fondale offre è assolutamente da ammirare. La spiaggia della Feniglia, in località Orbetello (Grosseto), è costa sabbiosa, dotata di alcune punte rocciose che creano piccole insenature naturali. Acque calde e basse, circondata da numerosi campeggi e punti di ristoro. Non mancherà una pineta, accostata alla spiaggia, dove ristorarsi e rinfrescarsi dal sole. Da ricordare inoltre la spiaggia di Osa, la spiaggia di Cala Forno, la Polveriera, il Boschetto, Casetta Civinini e la Torre Mozza, costruzione in muratura di origine saracena immersa direttamente sul mare.

Claudia Zedda

Immagine di Roby Ferrari

Portofino. (Liguria) Nov 25

                                                                                                                  Immagine di Tearsandrain

Sito in provincia di Genova, Portofino è un piccolo comune italiano che conta 508 abitanti. Custodito fra due golfi di eclatante bellezza, quello del Tigullio e il golfo Paradiso, dista da Genova 36 km. La costa è frastagliata ed irregolare, e baciata da mari di un colore intenso e di straordinaria bellezza. Il promontorio sovra il quale nasce la florida Portofino è propaggine dell’Appennino. Alto 600 metri dona al turista delle forti emozioni. In generale il contesto è comunque tipicamente mediterraneo. La costa è costellata di piccole cittadine che si affacciano sul mare, dove i colori e la vitalità dello stesso primeggiano, influenzando non solo l’animo degli abitanti, ma certo anche l’architettura e i colori delle tipiche case. La scogliera frastagliata è interrotta da spiagge e porticcioli caratteristici, che hanno reso il comune famoso in tutto il mondo. La varietà della fauna e della flora ospitata in queste zone ha fatto si che fosse istituito sia il parco naturale del Monte di Portofino, che comprende il promontorio del comune sui due versanti, l’uno affacciato sul Golfo del Tigullio e l’altro su quello Paradiso, e che fosse istituita l’area Marina Protetta di Portofino. Questa comprende quel lembo di mare antistante il promontorio, dove i fondali, prosecuzione naturale dello stesso, sono caratterizzati da ripidi parapetti e abitati da una variegata quantità di specie, l’osservazione delle quali ha garantito la nascita di numerosi centri per il diving.

La bellezza della costa ha richiamato diversi registi che negli anni si sono succeduti, tra i quali ricordiamo Mike Newell nel 1992, Michelangelo Antonioni e Wim Wenders nel 1995. A sottolineare di quanta fama goda fuor d’Italia diremo che una piccola Portofino è stata ricreata negli stati Uniti al Portofino Bay Resort. Ha ospitato molti personaggi illustri fra i quali certamente ricorderemo Friedrich Nietzsche, Guglielmo Marconi, Franco Emanuel Solinas (pittore e poeta sardo che trascorse non poche estati in Portofino) e non ultimo Guy de Maupassant, che la descrisse come un piccolo villaggio che si allarga come un arco di luna attorno a questo calmo bacino.

Fra le sagre e feste da non perdere quella che si tiene a Recco l’8 Settembre,nota come la sagra del fuoco. A Camogli la seconda domenica di Maggio si tiene la Sagra del Pesce, e a Santa Margherita Ligure ogni primo week-end la mostra dell’artigianato, oltre ad una copiosa quantità di concerti e manifestazioni culturali che si svolgono nel periodo estivo. Portofino garantisce una vacanza all’insegna del buon cibo, del bel mare e del divertimento. Da visitare.

Curiosità: secondo Plinio il Vecchio, il nome originale del borgo era Portus Delphini, forse per la grande presenza di questi animali nel Golfo Tigullio.

Claudia Zedda

Corniglia. (Liguria) Nov 23

Immagine di MrPilkinton

Ha una posizione centrale rispetto agli altri centri delle Cinque terre
ed è una frazione di Vernazza. Particolarità del borgo è certamente quella di non possedere diretto accesso al mare, in quanto si trova in cima di promontorio alto all’incirca cento metri. E’ abbracciata da vigneti posti su caratteristici terrazzamenti a fasce. Per raggiungere la cittadina è necessario salire la lunga scalinata che viene ricordata con il nome di Lardarina, estenuante tanto quanto affascinante. 33 rampe che contano 377 scalini. Si può decidere di raggiungerla anche percorrendo la strada che collega alla stazione ferroviaria. Pur non affacciandosi direttamente sul mare, ospita la spiaggia forse più famosa del litorale, quella di Guvano, famosa per i nudisti e negli anni settanta per gli hippy. Per raggiungerla si deve attraversare il sentiero a pagamento detto sentiero azzurro. Il costo è di tre euro e il tempo per raggiungere l’insenatura sarà circa di un ora e quindici minuti. Più facilmente potrete raggiungere la meta attraversando il tunnel della dismessa ferrovia ottocentesca. Il costo è di cinque euro, e il tempo stimato di quindici minuti. Al vostro arrivo troverete una spiaggia sabbiosa, che conserva ancora il suo antico fascino.

Il 29 di giungo si festeggia il santo patrono. Oltre ad una processione per le vie del paese potrete gustare le specialità gastronomiche del paese, quale la torta di riso, preparata con riso, uova e formaggio. Nella piazza verrà inoltre distribuita ai partecipanti la Torta dei Fieschi.

Claudia Zedda

Immagine di  Tania Ho